Guida pratica per chi viaggia zaino in spalla

Dicembre è alle porte. Le luci natalizie incorniciano le vetrine dei negozi, i maglioni vengono recuperati dal fondo degli armadi, le tazze ripiene di thé bollente ci riscaldano le mani.

Possiamo dirlo:

L’inverno è vicino

Sempre più lontane sembrano le lunghe giornate estive, di spensieratezza e sudore, di esami preparati e appelli saltati.
La fine dell’estate non segna, però, la fine delle possibilità di prendersi una vacanza. E non c’è modo migliore per staccare dallo studio se non quello di gettarsi in un’escursione zaino in spalla, in contatto totale con la natura. Che la vostra sia una fuga romantica in qualche rifugio di montagna o un hike in tenda, le soluzioni sono infinite e tutte a costi bassissimi. Dimenticate hotel a cinque stelle, spa lussuose e visite guidate. Se agli innumerevoli comfort che le grandi mete turistiche possono offrire, preferite un tipo diverso di vacanza, certamente più spartana, ma non meno suggestiva, questo è il luogo che fa per voi. Ma da dove cominciare? Non serve essere degli hiker provetti, ma un minimo di preparazione è certamente necessaria.

Il periodo

Spesso, nei mesi autunnali, il lavoro e lo studio non lasciano molto tempo a viaggi e gite fuori porta. Eppure sono moltissime le mete facilmente raggiungibili per un fine settimana a contatto con la natura. Scegliere il periodo per organizzare la nostra fuga non sempre è impresa facile e le accortezze da prendere variano in base al luogo e al tipo di attività che decidiamo di svolgere. Se state sognando un weekend in tenda, fate molta attenzione al clima: la pioggia può essere una compagna fastidiosa, soprattutto se non si è attrezzati a dovere. Così come per il freddo: sebbene in Puglia la temperatura media sia relativamente alta, non bisogna dimenticare che, con il calar del sole, si abbassano anche i gradi sul termometro. Se poi la vostra meta è più a nord o in media-alta montagna, l’attenzione dovrà essere doppia.
Gli stessi consigli a chi decide di dormire in accantonamento. Rifugi, ostelli, campeggi muniti di bungalow si trovano un po’ ovunque. Non sempre si tratta di strutture ben tenute o riscaldate. Una scrupolosa ricerca prima della partenza può evitarci spiacevoli sorprese all’arrivo.
Non meno clemente è il clima quando si fanno escursioni. Una buona pratica è quella di non allontanarsi mai dai sentieri segnati – 60 mila sono i chilometri di rete sentieristica curati dal CAI. Altrettanto importante è studiare bene il proprio percorso. Ad esempio, sapere della presenza di fiumi, laghi e altre corsi d’acqua ci permette di evitare i sentirsi a rischio inondazione.

Consiglio generale? Consultate con costanza le previsioni del tempo e i bollettini meteo, tenendo bene a mente che il tempo atmosferico è in larga misura imprevedibile. Siate preparati ad ogni evenienza: nel vostro zaino non dovrebbero mancare mai un buon impermeabile e calze asciutte. Evitate i luoghi eccessivamente impervi e dalla dubbia sicurezza. Soprattutto nelle zone montane – ma non solo! – le piogge possono creare situazioni di pericolo non irrilevanti.

Cosa portare

Spartano non significa però ignorare l’equipaggiamento. Ciò che mettiamo nel nostro zaino può fare la differenza. Pertanto la scelta deve essere attenta e adatta alle necessità.
Se il vostro viaggio prevede lunghi tragitti a piedi, l’equipaggiamento dovrà essere ridotto all’essenziale: pochi vestiti, meglio se leggerei e dai colori chiari; una tuta più pesante per la notte. Importante è avere sempre un intimo di scorta: calze e mutande dovrebbero sempre essere fresche e asciutte, in modo da prevenire il formarsi di piaghe o irritazioni.
Per quanto riguarda le scarpe, la scelta è ampia: scarponcini da trekking, tecnici e adatti a percorsi impervi, possono però risultare troppi pesanti per una scampagnata in campagna o per una passeggiata in città. In questi casi è buona abitudine avere sempre con sé un paio di scarpe da ginnastica, comode e in buone condizioni.

Se nei vostri piani è previsto un pernotto all’aria aperta, dovrà essere scrupolosa la scelta della tenda. Non è necessario acquistare un tendone da circo; molto meglio una piccola tenda, obbligatoriamente ben fornita di picchetti, leggera e adatta al trasporto in spalla. In commercio ci sono numerosissime tende in tessuto impermeabile e a basso prezzo, perfette per il pernotto durante la bella stagione.
Consigli simili per quanto riguarda il sacco a pelo: in base alle temperature che dovrete affrontare, scegliete il sacco a pelo adatto. Utile si può rivelare avere con sé un materassino: sia esso gonfiabile o in schiuma, esso ci permetterà di dormire su una superficie comoda e ci isolerà dal freddo del terreno.
Il cibo e l’acqua non possono mai mancare. Soprattutto in Puglia, dove le fonti idriche sono poche e spesso prive di manutenzione, è sempre bene portare con sé il giusto quantitativo di acqua. Per quanto riguardo il vitto, se non volete inserire trattorie, agriturismi e osterie nel vostro itinerario, il consiglio è di munirsi di un fornellino ad alcool o a gas, leggero ed economico (con un po’ di pazienza è possibile crearsene uno da sé). Cercate sempre di decidere con un po’ di anticipo il vostro menù: meglio cibi la cui cottura non richieda grandi quantitativi d’acqua e tempi eccessivamente lunghi.

Camping: dove?

La regolamentazione del campeggio in Italia è, dal punto di vista giuridico, a dir poco confusionale. A quanto pare manca un regolamento preciso a livello nazionale: le regole da rispettare variano da regione a regione.
Una precisazione va fatta: per legge, con il termine “campeggiare” si intende l’atto di rimanere, tenda piantata, per 48 ore in un posto. Ma, proprio in virtù di questa confusione generale, è sempre meglio svolgere una piccola ricerca sui siti istituzionali.
Dunque, da una veloce ricerca in internet, emerge che in Puglia il campeggio è concesso dal Comune a singoli turisti in transito e solo in aree demaniali fornite degli appositi servizi igienico-sanitari.
Nel dubbio, il consiglio è quello di rivolgersi sempre a strutture attrezzate e autorizzate: sebbene si rischia così di perdere il gusto del “campeggio libero” e selvaggio, si eviteranno spiacevoli inconvenienti con la legge…
In ogni caso, ricordatevi sempre che alla base del campeggio vi è l’amore e la volontà di conoscere – e difendere – la natura. Rispettate lo spazio che vi circonda, evitando di lasciare rifiuti, usando prodotti biologici per la pulizia del corpo e accendendo fuochi solo se necessario e sempre secondo il buon senso.

Un’ultima cosa…

Quando si fa campeggio, le precauzioni non sono mai troppe.
Tutto ciò che trovate in questo articolo è frutto di esperienza personale e di un’attenta ricerca in rete, con la volontà di dare qualche piccolo consiglio preliminare a chi è intenzionato a iniziare quest’esperienza.
Fare campeggio è soprattutto adattarsi: non sempre è possibile avere i servizi e le comodità a cui siamo abituati. In ogni fase dell’organizzazione e della realizzazione del nostro fine settimana di relax dovremo tenere in conto una regola d’oro:

tutto è utile, ma non tutto è essenziale

 

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