Ganoona è un cantante italo messicano, vive a Milano ed è molto spesso compositore di un tipo di musica originale e lontana da etichette ben definite, formata da sonorità latin e hip-hop. Porta la sua musica sia in Italia che in Messico distinguendosi per i suoi live energici e coinvolgenti.Alla fine del 2019 esce il suo ultimo pezzo “Cent’anni”, brano urban-pop dai toni malinconici e sonorità latine prodotto da Eugenio e Alfredo Bambini.

Ciao Gabriel, la citazione a Marquez in “Cent’anni” può essere interpretata come un invito a coinvolgere l’arte nella musica di oggi?

Ciao! E grazie dello spazio innanzitutto. Ti dirò, per me una citazione non è mai frutto di un ragionamento, ma piuttosto un’esigenza. Io amo tutta l’arte, dal cinema alla letteratura, la pittura, il teatro… Quindi è normale che la mia scrittura si nutra di quello che mi porto dentro e di cui mi sono riempito gli occhi e il cuore. Quindi più che un invito ad altri artisti, è forse un invito agli ascoltatori ad essere curiosi.

 

Ascoltando i tuoi pezzi si capisce subito che ogni testo è frutto di esperienze di vita vissuta, scriveresti mai canzoni per altri artisti?

L’ho fatto in passato, ma partendo sempre da un’idea, una suggestione dell’altro artista. Una sua esperienza o un testo abbozzato. Credo sia molto difficile, almeno per me, farlo totalmente a tavolino. Per me la scrittura è qualcosa di molto intimo, che mi cucio addosso, ma non escludo altri esperimenti autorali in futuro. Mi piace mettermi alla prova.

 

Quanto è stato importante vivere in una città come Milano?

Milano fa parte di me. Ci sono cresciuto come persona e come artista. Sicuramente è una città che fa eccezione nel panorama italiano. Sembra quasi, e sottolineo quasi, di essere in Europa stando a Milano. Mille culture che si intrecciano, mille mondi distanti tra di loro… Poi Milano è anche una città fredda, cattiva se vuole, un po’ come la natura matrigna di Leopardi, quindi chiunque ci sia cresciuto un po’ la ama e un po’ la odia, ma non potrebbe mai dimenticarla.

 

Potendo tornare indietro cambieresti qualcosa del tuo percorso?

Ad essere sincero no. Per carità, avrei voluto capire alcune cose prima, soprattutto quale tipo di persone tenere vicino sia dal punto di vista umano che artistico. Però non sarei chi sono se non avessi vissuto le esperienze che ho vissuto, quindi va bene così, non mi piace pensare troppo al passato.

 

Ti ringrazio per la disponibilità e ti chiedo infine, la difficile situazione che in questo mese ci ha portato all’isolamento influirà in qualche modo con la tua musica?

Tutto quello che vivo influisce sulla mia musica. In generale l’arte si nutre in qualche modo anche dei limiti che le vengono posti, quindi non vedo l’ora di farvi sentire la nuova musica a cui sto lavorando. Il 21 Aprile uscirà il nuovo singolo, e sarà accompagnato da un videoclip molto particolare, figlio in qualche modo di questa situazione. Sto cercando di prendere il meglio da questa condizione, lavorando su me stesso, ponendo più attenzione ai dettagli, e di solito questo fa bene alla creatività.

Intervista a cura di Mirko Clemente

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