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INTERVISTA AI CARENA: PRESENTANO NEFERTITI, UN’OPERA INTROSPETTIVA E ROMANTICA

Carenagruppo di Martina Franca, presenta i brani di Nefertiti durante Dischi parlanti alle Officine Cantelmo di Lecce, rassegna musicale targata Radio Wau. L’album d’esordio, anticipato dai singoli “Detersivo”, “San Lorenzo” e “FBI”, risente delle influenze alternative rock e britpop tipiche degli anni ’90. Registrato nello studio Giungla Factory, prodotto da Dischi Uappissimi edistribuito dal 25 novembre 2019, il cd è un’opera introspettiva che racconta le storie d’amore, le notti umide e la lenta vita nella provincia pugliese. L’amicizia e la complicità pervadono le atmosfere e sono il collante tra lenove canzoni inedite di questo albumpop ma con suoni sognanti e tempi dispari. Nel corso degli ultimi due anni la band -formata da Giovanni Maggi (voce e tastiera), Giovanni Palmer (chitarra), Claudio Pulito (batteria) accompagnati da Fabrizio Facø Convertini (basso) – si è esibita in concerti e festival in giro per la Puglia, suonando in apertura a Mox, Mèsa, Fadi, Canarie, Skiantos.

 

Buona sera e benvenuti al nuovo appuntamento di Dischi Parlanti, oggi abbiamo l’opportunità di parlare ed ascoltare live i Carena. Vorrei un attimo partire da quello che è stato il vostro inizio, come vi siete conosciuti e come avete iniziato a suonare insieme?

 

Palmer: “Io e Claudio, il nostro batterista, ci conosciamo praticamente da vent’anni sin dalle elementari. Abbiamo avuto la fortuna di crescere insieme e ci vogliamo davvero bene. Poi Claudio ha conosciuto Giovanni alle superiori e da lì sono nati i primi progetti, suoniamo insieme da bel po’ di tempo a dir la verità. Proponevamo delle cover dei pezzi di Fabrizio De Andrè, successivamente abbiamo conosciuto Fabio e finalmente nel 2017 è nato il progetto Carena.”

 

A Novembre del 2019 è uscito il vostro primo album “Nefertiti”. Qual è il messaggio che volete lanciare con questo disco e perché avete scelto questo nome?

 

Palmer: “Lo scopo è quello di voler trasmettere qualcosa, frammenti delle nostre storie ed esperienze vissute. Si chiama Nefertiti perché è il nome di una nostra vecchia canzone mai incisa e quindi abbiamo deciso di darle in qualche modo nuova vita, facendola diventare il nome del nostro primo disco.”

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Entrando adesso nello specifico, per quanto riguarda quella che è stata la composizione del disco, volevamo chiedervi: come nascono i testi e le musiche delle vostre canzoni?

 

Palmer: “Eccetto due canzoni, tutte le altre all’interno dell’album sono state scritte da me. Poi ognuno di loro apporta delle modifiche ed è soprattutto grazie alle loro doti e alla loro bravura – rivolgendosi al resto della band – che queste mie “canzoncine da cameretta” diventano quelli che sono i nostri brani. È davvero fantastico lavorare assieme a persone ed artisti del genere”

 

Da un primo ascolto del vostro lavoro, devo confessarvi che siete stati capaci di trasportarmi in una specie di paesaggio incontaminato, quasi simile a quelli che sono i paesaggi che caratterizzano il territorio salentino e quello pugliese. Quanto il rapporto con la natura e il territorio ha inciso nella creazione dei vostri brani?

 

Palmer: “Noi veniamo da Martina Franca, si tratta quindi di una realtà diversa da quella di una città come Lecce. Siamo più in contatto con la natura e ad esempio la possibilità di poter vedere nitidamente il cielo stellato di notte o qualsiasi altro paesaggio è un qualcosa che cerchiamo di portare e soprattutto trasmettere anche all’interno della nostra musica e delle nostre canzoni.”

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Grazie mille ai Carena per quest’intervista rilasciata prima del live del 28 Gennaio durante il live di Dischi Parlanti

Intervista di Giacomo Fontana.
Copywriter Lorenzo Contaldo.

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