I Pixel: un percorso musicale che, pur essendo ancora breve, rappresenta un vero e proprio climax ascendente di contenuti, maturità stilistica e capacità compositiva.

Il quartetto, composto da Andrea Briselli ( voce e chitarra ), Alex Ferri ( chitarra e tastiera), Nicola Giannarelli ( basso ) e Marco Curti ( batteria ) mette in chiaro fin da subito il suo stile Indie / Alternative Rock, fatto di atmosfere ruvide e ritmi a tratti bui.

Il gruppo si forma a La Spezia nel 2013 e con l’etichetta discografica “La Clinica Dischi” pubblica il primo EP nel 2015: 4 brani, linee melodiche intelligenti e testi relativamente semplici ma efficaci. Lo stile è ancora acerbo e il pubblico di riferimento non può che essere quello più vicino a sentimenti di cupa inadeguatezza tipici della moderna giovinezza. ( “Non ci resta che ridere / in questo mondo di pagliacci” – Foglio Bianco ).

“Mondo Vuoto” è invece il secondo EP, uscito nel 2016: le 5 canzoni in scaletta confermano musicalmente lo stile del gruppo, ma apportano un miglioramento dal punto di vista lirico; si percepisce infatti il tentativo di non adeguarsi all’ormai “classico” linguaggio che caratterizza la recentissima scena musicale indipendente nostrana. I Pixel sono palesemente figli dell’Indie Rock di vecchia generazione che tanto abbiamo amato: Verdena, Afterhours, Marlene Kuntz. Tale inlfluenza stilistica è facilmente individuabile in brani come “Non importa se sto morendo se ad uccidermi sei tu” e “Kafka”.

Con “Perfettamente Inutile”, album d’esordio uscito il 5 Marzo del 2018, la band Ligure afferma e sigilla definitivamente la credibilità che merita.

Un disco maturo, con richiami alla New Wave, con la giusta dose di romanticismo ( che non guasta mai ) e mai banale nella descrizione di dinamiche tanto antiche quanto complesse come i rapporti umani.

Il suono interessante dei primi EP diventa “adulto” e gli arrangiamenti migliorano dando finalmente maggior spessore ai brani.

Meritano di essere citati: “Cuore di scorta”, col suo bel lavoro di basso e batteria e un testo intrigante ( “e se la fortuna è distratta / io allora mi chiedo perchè / tocca sempre a qualcuno / e mai a me” ), e il singolo “I Sogni degli altri” di cui esiste un video musicale, anch’esso discretamente riuscito ( “Ne usciremo tutti sconfitti / ognuno col torto che ha” ).

Insomma, un’ottima opera prima, e più in generale, una band che in poco tempo ha saputo gettare le basi per intraprendere la giusta strada. Da non perdere di vista.

Deborah Zaccaria

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